Progetto a favore delle comunità di immigrati haitiani della Provincia di San Pedro de Macorìs in Repubblica Dominicana
Il progetto Seminando Speranza di Vita persegue la promozione della minoranza etnica haitiana in Repubblica Dominicana, attraverso la formazione, l′educazione e l′accompagnamento negli ambiti sanitario e legale, con particolare riferimento alle categorie deboli (bambini, anziani, persone con disabilità, etc.), e specificatamente alle donne, quale elemento di forte criticità, ma anche risorsa strategica per i percorsi di sviluppo delle comunità.
L′Associazione "NoI per L′AfRIcA e il Mondo - Onlus" con il progetto "Seminando Speranza di Vita" si propone di intervenire in questi settori, con strategie diversificate e di rete, per promuovere i diritti fondamentali e la legalità nel contesto dell′immigrazione haitiana.

Dove operiamo
Il progetto Seminando Speranza di Vita opera in 15 comunità-bateyes - Angelina, Don Juan, Batey Experimental, Alejandro Bass, Cachena, Consuelito, Los Chicharrones, Los Platanitos, Puerto principe, Barrio Habana, Margarita, Ave Castro, Losa Cardunas, Barrio La Loma - di immigrati haitiani della provincia di S. Pedro de Macoris, nella Repubblica Dominicana, già ambito dell′azione missionaria della comunità delle Suore MSCS sin dal 1991

La Provincia di San Pedro de Macoris
S. Pedro de Macoris è una provincia della Repubblica Domenicana (R.D.), al Est del Paese, che confina al nord con le province di Hato Mayor e El Seibo, a est con la provincia La Romana, a sud con il Mar dei Caraibi e a Ovest con le province di Santo Domingo e Monte Plata.
La Provincia è costituita da sei comuni: Consuelo, Quisqueya, Juan Dolio, San José de Los Llanos, Ramón Santana, San Pedro de Macorís; ha circa 301.744 abitanti (148.900 uomini e 152.844 donne), con una densità di 240 abitantu/km2 e una popolazione urbana dell′81.1%.
Sebbene attualmente l′economia dell′intero territorio vada diversificandosi (con lo sviluppo del turismo, di attività di tipo agricolo e industriale), storicamente, sin dal 1800, è stata legata all′industria dello zucchero. Si tratta infatti della Provincia nella quale si concentra il numero più alto di laboratori e industrie per la lavorazione della canna da zucchero, coltivata nelle sue grandi pianure, nelle quali, attualmente, tutti i lavori vengono svolti da immigrati haitiani.
L′immigrazione haitiana nell′attuale situazione della Repubblica Dominicana
La presenza in R.D. di immigrati provenienti haitiani è dovuta alla situazione di drammatica povertà economica e culturale di Haiti.
Con i suoi 8.528.000 abitanti, Haiti ha un′alta densità di popolazione (circa 293/ab. per km2). Le travagliate vicende politiche, le continue tensioni e violenze hanno fatto di Haiti il paese meno sviluppato dell′emisfero occidentale ed uno dei più poveri al mondo. Gli indicatori economici e sociali mostrano come questa nazione, a partire dagli anni ′80, abbia accumulato il divario rispetto ad altri paesi in via di sviluppo con livelli di reddito molto bassi. Attualmente, Haiti occupa la 153esima posizione su 177 paesi classificati in base all′Indice di sviluppo umano. Circa l′80% della popolazione vive in una condizione di povertà degradante, posizionando così il paese al penultimo posto nel mondo nella relativa classifica. Negli ultimi 20 anni Haiti ha visto l′aggravarsi della crisi economica, sociale e politica, conseguentemente il PIL nel 2004 rappresenta soltanto il 61% di quello che era nel 1980.
Inoltre la situazione geografica, il degrado ambientale, dovuto alle massicce deforestazioni e allo sfruttamento esasperato del territorio, l′aumento costante della popolazione lo fanno diventare un paese estremamente vulnerabile a qualsiasi catastrofe naturale.
I dati Unicef offrono una drammatica rappresentazione del paese:
- Mortalità infantile nel primo anno di vita: 60 ogni mille nascite
- Mortalità infantile entro il 5° anno di vita: 80 ogni mille nati vivi
- Bambini registrati alla nascita: 81%
- Tasso netto di iscrizione alla scuola primaria: n.d.
- Tasso di alfabetismo giovani (15-24 anni): n.d.
- Speranza di vita alla nascita: 60 anni
- Prodotto nazionale lordo pro capite: 480 dollari USA
- Crescita annua della ricchezza nazionale (PIL) nel periodo 1990-2006: - 2%
- Accesso all′acqua potabile: 54% della popolazione (56% nelle aree rurali)
- Accesso a servizi igienici adeguati: 30% della popolazione (14% nelle aree rurali)
- Numero stimato di bambini (0-14 anni) affetti da HIV: 17.000
I due terzi dei bambini di meno di 5 anni che muoiono nell′area dei Carabi è haitiano.
Per quanto riguarda l′istruzione, l′offerta scolastica è fondamentalmente privata, difficilmente accessibile alle già svantaggiate famiglie haitiane e conseguentemente sono significativamente alti gli indici di abbandono scolastico.
La società rurale haitiana è formata in massima parte da contadini che lavorano per la loro sussistenza, coltivando un piccolo appezzamento proprio o in affitto dal quale ricavano fagioli, patate dolci e altri alimenti con tecniche ancora affidate al lavoro manuale. La maggior parte delle famiglie vive in casette con una o due camere da letto, senza elettricità né acqua corrente, e si affida al carbone come principale fonte di energia. Anche l′accesso all′acqua potabile e ai servizi igienici, come abbiamo visto, è difficile: praticamente non esistono fognature e neanche un trattamento mirato delle acqua residuali.
La Repubblica Dominicana, con una reddito pro capite di 2100 dollari, si può considerare un paese di medio sviluppo, e costituisce pertanto una forte attrazione per la popolazione haitiana, che tende naturalmente ad emigrare. Tuttavia anche lo sviluppo di Santo Domingo non è scevro di problematiche, una delle principali rappresentata dalla forte disuguaglianza nella ripartizione della ricchezza: il 45% della popolazione rurale e il 31% della popolazione urbana sono al di sotto della soglia della povertà. Negli ultimi anni si è assistito ad un aumento della denutrizione, che attualmente affliggere il 26% della popolazione. Il paese produce soltanto il 55% degli alimenti che consuma ed è altamente dipendente dai prodotti esteri.
Per quanto riguarda l′istruzione, i problemi principali sono la bassa quota di frequentazione della scuola primaria (40%), l′alto abbandono scolastico (soltanto 4 bambini su 10 finiscono la scuola dell′obbligo) e il basso tasso di scolarità nelle scuole medie (27,6%). Inoltre, l′analfabetismo adulto è altissimo (15,6%).
Il sistema pubblico sanitario della Repubblica Dominicana presenta non meno problemi. La rete di centri sanitari è estesa ma distribuita in maniera deficiente, specialmente nell′assistenza primaria, e gli ospedali spesso non funzionano in maniera adeguata ai bisogni di salute della popolazione.
Nonostante questi significative difficoltà, la Repubblica Dominicana attrae gli immigrati haitiani principalmente in ragione della possibilità di trovare una remunerazione in cambio di lavori agricoli. Oggi il numero degli haitiani che vivono nella Repubblica Dominicana è pari a 1.378.000. La maggioranza di essi vivono nei cosiddetti bateyes - villaggi in prossimità delle piantagioni, privi di qualsiasi tipo di servizio - e lavorano nelle piantagioni di canna da zucchero.
Esiste un movimento circolare di mano d′opera haitiana dalle piantagioni di canna da zucchero del Sud alle piantagioni di caffè del Nord. I lavoratori haitiani rappresentano il 50% dei lavoratori agricoli nelle produzioni di caffè e di riso, e sono progressivamente andati a sostituire i lavoratori dominicani, giacché sono mano d′opera meno costosa. I salari, pertanto, sono molto bassi e le condizioni di vita nei bateyes sono assolutamente precarie.
Gli immigrati haitiani non sono protetti dal Codice del Lavoro esistente nella Repubblica Dominicana, e neanche da altre forme di tutela legale. Il 90% di loro risiede nel paese illegalmente, fondamentalmente secondo tre forme di illegalità:
- perché ha attraversato clandestinamente il confine (individualmente o in gruppo).
- perché è arrivato legalmente nel paese per lavorare in uno degli ingenios (piantagioni di canna da zucchero), ma è scappato terminata la raccolta o ancora prima.
- perché figlio di immigrati haitiani, nato nella Repubblica Dominicana da madre dominicana, ma senza documenti e cresciuto come clandestino.
La condizione di sfruttamento, di povertà e di illegalità preclude, pertanto, l′accesso ai fondamentali diritti e servizi, dall′assistenza sanitaria, all′istruzione, alle basilari forme di tutela nell′ambito lavorativo. Nelle comunità di immigrati, poi, come è naturale, i gruppi più svantaggiati risultano in particolare le donne, i bambini e le persone anziane.
Il progetto: gli obiettivi e le azioni principali
Destinatari:
Immigrati haitiani che vivono nei bateyes della provincia di San Pedro de Macorìs
Obiettivi:
- Promuovere la salute degli immigrati haitiani all′interno dei villaggi-bateyes della provincia di San Pedro de Macorìs e favorire l′accesso ai servizi sanitari e agli ospedali pubblici del territorio
- Accompagnare e sostenere il processo di integrazione, promuovere la condizione di piena legalità per gli immigrati haitiani nella provincia di S. Pedro di Macoris, attraverso pratiche di regolarizzazione.

Azioni previste:
- Realizzazione di tre mense-comedor, luogo di incontro e centro di aggregazione e formazione, rispettivamente in tre bateyes, la principale delle quali intitolata alla memoria di Sr. Ilaria
- Accompagnamento alle strutture sanitarie pubbliche del territorio
- Assistenza sanitaria di base nei bateyes
- Formazione ed educazione sanitaria delle comunità
- Formazione di operatori sanitari di comunità
- Allestimento e apertura di un ufficio-spertello di consulenza legale
- Consulenza e assistenza nell′iter di regolarizzazione della permanenza degli immigrati in Repubblica Dominicana
- Formazione attraverso laboratori partecipati sul tema dei diritti umani, dei diritti delle minoranze, dei lavoratori e degli immigrati
Lavoro di rete ed empowermet della comunità
Per realizzare il progetto si prevede la possibilità di ricorrere a diverse strategie, tutte tese a coinvolgere la comunità locale:
- Empowerment e sviluppo di comunità: durante lo sviluppo del progetto verrà promossa una strategia di intervento comunitario con l′obiettivo di favorire l′organizzazione della comunità intorno al tema della salute, dei diritti e dei doveri delle persone immigrate. L′utilizzo di tecniche che promuovono l′empowerment è finalizzato a superare la condizione di passività e attesa di servizi esclusivamente assistenziali e a valorizzare e promuovere le competenze delle stesse comunità di immigrati del territorio, che in questo modo diventano protagoniste dei percorsi di cambiamento e integrazione. La formazione delle operatrici per la salute e dei leader di comunità opera strategicamente in questa direzione e tende a radicare nel cuore stesso di ciascun villaggio l′intervento proposto e a garantirne la sostenibilità e la prosecuzione nel tempo.
- Lavoro di rete: la promozione e alla difesa dei diritti e doveri degli immigrati non può che essere realizzata attraverso un lavoro che si collega con tutti i soggetti e i settori che da queste tematiche sono coinvolti, dalle istituzioni, ai gruppi e alle organizzazioni del territorio; per fare ciò saranno stretti accordi con i diversi settori che lavorano in favore di questa popolazione e con nuovi soggetti che possano condividere e contribuire allo sviluppo del progetto. In particolare si mirerà a coinvolgere, consolidare e rafforzare la Rete Provinciale dei Diritti Umani, come organizzazione rappresentativa delle comunità davanti alle autorità e con tutte le organizzazioni con le quali la Congregazione delle Sorelle Scalabriniane collabora da oltre 15 anni. Recentemente è stato firmato un accordo con l′OIM (Organización Internacional de Migración) per il sostegno alle attività di accoglienza e aiuto alla popolazione haitiana immigrata e sono previsti incontri ed accordi specifici con le autorità locali a diversi livelli, per garantire il sostegno alle attività nel tempo.
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Formazione: Durante tutta la vita del progetto le diverse attività formative mireranno a modificare gli atteggiamenti, i pregiudizi, il livello di autostima, che rendono più complessa la situazione degli immigrati haitiani nella R.D. nell′avvalersi dei loro diritti. Si tratterà di una formazione estremamente contestualizzata, costruita sui bisogni che emergono nel lavoro diretto con la comunità locale dei diversi villaggi, che come abbiamo detto, si rivolge, a vari livelli, ai leader e ai testimoni chiave dei villaggi, ma progressivamente coinvolge le donne e a cascata i diversi strati della popolazione haitiana.